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14 Novembre 2017 - Riccio: Messa in mora al Comune per accesso atti piscina comunale e campi tennis

Di seguito si riporta testo integrale della nota diramata dal consigliere comunale Eugenio Riccio:

“L’accesso a tutti gli atti e il diritto di ottenere dagli uffici tutte le informazioni per l’espletamento del proprio mandato  è un diritto riconosciuto al  consigliere comunale in quanto titolare della rappresentanza esponenziale della collettività. Questo diritto è direttamente funzionale non tanto all’interesse personale del consigliere medesimo, quanto alla cura di un interesse pubblico connesso al mandato conferitogli. In tale contesto i consiglieri comunali risultano titolari di un incondizionato diritto di acquisizione degli atti che possono essere di utilità per l’espletamento del proprio mandato. Il consigliere comunale, infatti, può acquisire non solo documenti ma, in genere, qualsiasi “notizia o rendicontazione” sull’operato degli organi gestionali o politici utili all’esercizio delle funzioni consiliari. Dal punto di vista penale il mancato rilascio degli atti e la mancata risposta alle informazioni richieste da parte dei funzionari - laddove gli stessi hanno l’obbligo di provvedere - configura non solo una ipotesi di silenzio-rigetto, ma riguarda anche il reato di rifiuto Di atti d’ufficio (art. 328 codice penale). Spetta poi ai dirigenti e al segretario generale essere garanti della conformità dell’azione amministrativa alle leggi.

E il sindaco? I suoi doveri istituzionali gli impongono di “sovrintendere al funzionamento dei servizi e degli uffici e dell’esecuzione degli atti, ovvero, ad impartire direttive affinché gli stessi svolgano la propria attività in coerenza con le norme vigenti”.

In tema di diritto d’accesso agli atti le leggi ci sono, ma al Comune del Catanzaro vengono rispettati? Non sempre, per  quanto riguarda la mia  attività istituzionali di consigliere comunale, infatti, non posso che paragonare, in tema di trasparenza amministrativa, il Comune di Catanzaro a un muro di gomma. Passi l’assordante silenzio del sindaco ad alcune  mie interrogazioni finalizzate alla risoluzione di svariate problematiche che affliggono la nostra città (punteruolo rosso, catasto incendi, display parcheggio multipiano Politeama, water front, verde pubblico, raccolta differenziata, lavori pubblici), ma non si comprende il perché gli uffici omettano quasi sistematicamente di rilasciarmi atti e documenti necessari all’attività istituzionale: clamoroso il caso dell’accesso agli atti dei campi da tennis e della piscina di Pontepiccolo che vedono a tutt’oggi inevase un’interrogazione al sindaco protocollata il 30 agosto 2017; una richiesta atti al settore patrimonio del 20 ottobre 2017; una richiesta trasmessa al Rup di gara il 24 ottobre 2017. Tutto fermo con le quattro frecce. Perché? Ci sono forse dei motivi per cui non possiamo accedere agli atti ed estrarne copia? Dubbi e perplessità potranno essere fugati soltanto  con l’accesso alla documentazione richiesta. Per tali ragioni questa mattina ho presentato l’ennesima richiesta degli atti al Rup, al sindaco e al segretario generale mettendo in mora e diffidando il Comune ad adempiere entro tre giorni in base a quanto previsto dall’art. 43 comma 2 del Dlgs 267/2000. Non vorrei certo arrivare a denunciare tutti gli attori coinvolti ai sensi dell’art. 328 del codice penale (omissione atti d’ufficio). Sarebbe una sconfitta personale del Rup, del sindaco e del segretario generale, ma soprattutto sarebbe un decretare la “morte civile” della trasparenza amministrativa e della legalità al Comune di Catanzaro”.