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14 Aprile 2018 - Mancuso su ordinanza sospensione attività locali Lido

Testo integrale della dichiarazione diramata dal consigliere comunale di Catanzaro con Abramo, Filippo Mancuso:

“Ho appreso stamattina che nella serata di ieri sono state notificate, nei confronti di più esercizi pubblici di Lido, ordinanze di sospensione dell’attività per due giorni a causa della violazione delle norme relative alla diffusione della musica. Questo segue un provvedimento di qualche giorno fa che ha portato al ritiro di una autorizzazione amministrativa, sempre nel quartiere marinaro, per violazione di norme relative alla sicurezza. È ovvio che laddove esista la violazione di una norma debba essere inflitta la corrispondente sanzione, ma questa stessa sanzione deve essere proporzionata all’illecito commesso. Non si può notificare venerdì sera una sanzione che prevede la chiusura dell’esercizio per il giorno dopo. Perché al danno del mancato incasso si aggiunge il danno ulteriore della perdita di tutta quella merce deperibile che non potrà essere utilizzata. Comunque prendo atto che è finito quel periodo in cui Lido era considerato il centro della movida ed esempio da imitare per produttività e dinamismo. Sono certamente lodevoli l’azione del Questore e le conseguenti ordinanze del sindaco, atte a tutelare l’ordine pubblico, anche in considerazione della circolare del ministero degli Interni, datata 7 giugno 2017 ed emanata dopo i fatti di Torino, ma si rende necessario, a monte, un riordino della materia dei locali pubblici, i limiti di esercizio, l’istituzione di divieti come, per esempio, quello relativo all’utilizzo del vetro nelle somministrazioni fuori dai locali, quello degli orari di chiusura, ma soprattutto la repressione dei reati che si consumano approfittando della presenza di tanti giovani fuori dai locali pubblici. Il mio plauso va all’azione di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine che giornalmente pattugliano la città ma che, alla fine, se seguita da un sistema di sanzioni come quelle comminate, inciderà solo sul reddito delle aziende e dei dipendenti (molti) degli esercizi sanzionati, soprattutto se non seguiranno norme di comportamento chiare che tutelino i residenti, tutti i cittadini e chi ha investito capitali ed energie nelle proprie attività. Chiunque volesse investire, da oggi, avrà un altro motivo per non farlo: le incertezze sul comportamento della pubblica amministrazione a seguito di norme non chiare o perlomeno non uguali per tutti. Alle porte della stagione estiva, auspico una riunione in cui si possano stabilire con i rappresentanti delle categorie e dei cittadini residenti, con chiarezza, possibilità e limiti degli esercenti, nel pieno rispetto dei diritti degli stessi residenti e per il bene della città. Nel caso contrario non mi resterà che constatare il mio fallimento come amministratore e sarò costretto a dar ragione al mio pensiero latente, che cioé si è agito con il chiaro intento di danneggiare uno dei pochi territori produttivi della città”.